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Decreto Fare: Governo approva emendamento Pisano che esclude responsabilità solidale negli appalti. Ora il “Durt” attesterà la regolarità tributaria
Commissione Finanze

Decreto Fare: Governo approva emendamento Pisano che esclude responsabilità solidale negli appalti. Ora il “Durt” attesterà la regolarità tributaria

Grande successo del M5S a favore di tutte le imprese italiane. Stanotte in Commissione congiunta Bilancio e Affari Costituzionali, il Governo ha approvato il mio emendamento all’articolo 50 del Decreto del Fare relativo al Durt, “Documento Unico di Regolarità Tributaria”.

Si tratta di un tassello fondamentale nella storia del diritto tributario italiano: non è mai accaduto infatti che fosse proprio l’Amministrazione finanziaria a rilasciare un certificato così da far venire meno la paura e l’ansia nel rapporto con l’impresa.

E’ noto che sia le imprese che la stessa corte dei conti hanno sempre auspicato un ruolo proattivo della pubblica amministrazione che sgravasse i cittadini da farraginose procedure di controllo, tipicamente di competenza dello stato, per mettersi al riparo da rischi e sanzioni previsti dalle leggi anti evasione.

Anche l’Europa stabilisce che le amministrazioni fiscali non possono trasferire sui contribuenti i propri compiti di controllo.

L’emendamento inoltre è orientato a favorire un processo vero di sburocratizzazione e semplificazione, grazie alla digitalizzazione, rispetto alla responsabilità solidale tributaria negli appalti privati relativa alle ritenute di lavoro dipendente che il subappaltatore e l’appaltatore debbono versare all’erario in ragione delle prestazioni realizzate.

Negli appalti privati attualmente la normativa prevedeva responsabilità solidale tra committente ed appaltatore, oltre che tra appaltatore e sub appaltatore: ora, con l’approvazione dell’emendamento, la solidarietà verrà meno grazie ad un certificato emesso dall’agenzia dell’entrate. Il Durt, se acquisito dal committente prima del pagamento del corrispettivo, convenuto o di parte di esso, verrà ad escludere la responsabilità solidale del committente dal mancato versamento all’erario  delle  ritenute fiscali  sui  redditi  di  lavoro   dipendente   e   previdenziali dovuta dal subappaltatore all’erario in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto  di subappalto.

Grazie ad una semplice trasmissione telematica di informazioni, già sperimentata dall’INPS dal 2010, questo meccanismo riporterà la responsabilità, ingiustamente scaricata sulle imprese,  all’Amministrazione finanziaria (Agenzia dell’entrate) che dovrà assumere dati ed informazioni per attestare la regolarità della posizione. L’Agenzia otterrà anche i flussi di dati dall’INPS e potrà rilasciare il Durt : un’attestazione della regolarità che metterà a riparo il committente da eventuali futuri accertamenti sul proprio fornitore.

L’impresa ne guadagna poiché non avrà più timore che l’Agenzia possa intervenire sul rapporto e fare accertamenti. Oggi l’impresa fa tutto da sé e l’Agenzia interviene nella verifica solo successivamente, creando nell’impresa l’ansia di aver scelto il fornitore sbagliato.

L’Agenzia delle Entrate deve predisporre, da adesso, un idoneo portale per raccogliere i flussi informativi relativi al rapporto intervenuto tra appaltante ed appaltatore. I soggetti d’imposta che hanno interesse ad essere iscritti tra quelli “in regola” potranno richiede la registrazione al portale realizzato ad hoc.

In attesa che venga messa a regime la procedura di fatturazione elettronica, questi contribuenti devono trasmettere per via digitale tutti i dati contabili ed i documenti primari (es: fatture) relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati ed alle imposte dovute.

Una sorta di “operazione trasparenza” che darà all’AdE tutte le informazioni che oggi mancano per collegare l’attività dell’impresa ai rispettivi rapporti d’appalto. Ma anche un nuovo strumento di contrasto al lavoro nero e di lotta all’evasione evasione: infatti il committente avrà tutto l’interesse a scegliere fornitori ricompresi in questo elenco virtuoso per poter poi richiedere il Durt per evitare la responsabilità solidale sull’appalto.

Inoltre, con l’avvio di questo nuovo strumento, previsto entro un massimo di 6 mesi dalla data di conversione del DL 69, sarà abolito quel costoso meccanismo di manleva costituito dall’asseverazione del sub appaltatore, che ha spesso costituito anche motivo di distorsione del rapporto tra committente appaltatore e sub appaltatore.

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