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De Luca Pinocchio, sindaco di Salerno Città dei balocchi e del Consiglio comunale degli allocchi

De Luca Pinocchio, sindaco di Salerno Città dei balocchi e del Consiglio comunale degli allocchi

Salerno ha un sindaco Pinocchio, non è una novità, certo. Ma stavolta lo certifica lui stesso. La lettera inviata al presidente del consiglio comunale relativa alla sua incompatibilità ne è la prova, oltre ad essere un capolavoro di comicità degna di Totò e Peppino. Lo scrivente viceministro Vincenzo de Luca, che si firma come sindaco di Salerno, viceministro non è. E non solo perché non ha avuto alcuna delega. Ma soprattutto perché ha prestato giuramento solo come sottosegretario del governo Letta.

Ma un sindaco Pinocchio nella città dei Balocchi può scrivere e far scrivere ciò che vuole ed il consiglio comunale, con una maggioranza bulgara di allocchi, è pronto a seguirlo ed a rinviare ulteriormente la sua decadenza da primo cittadino. E sì, perché la legge parla chiaro: anche l’incarico di sottosegretario è incompatibile con quello di Sindaco.  Quello di Viceministro farlocco no, naturalmente.

 

Ma il nostro Pinocchio rimarrà con la fascia tricolore ben incollata ancora per un po’. Il tempo necessario per festeggiare i nuovi miracoli amministrativi come la risibile inaugurazione degli scantinati della palazzina della Cittadella Giudiziaria o il cambio degli infissi al Teatro Verdi. Ma tanto, come certifica la commissione urbanistica comunale “a Salerno non ci sono opere incompiute, ma solo opere in fase di esecuzione o al momento sospese”. Zelig impallidisce al confronto.

 

E Piazza della Libertà? “Solo una questione giudiziaria e non tecnica” puntualizza l’esilarante commissione urbanistica. Quella piazza è purtroppo, invece,  l’emblema dell’incapacità amministrativa. Oltre 30 milioni di euro spesi ed un solaio che non sta in piedi ed un cantiere che si avvia ad essere eterno. E che sarà? Tutta colpa dei comitati iettatori, naturalmente.

 

Intanto la città dei balocchi soffoca di debiti, con la Corte dei Conti che chiede “conto” della pessima gestione del salario accessorio dei dipendenti comunali: parliamo una decina di milioni di euro. Quelli in cui si trova anche la mitica indennità di Gonfalone, per intenderci, gli 86 mila euro l’anno di bonus per il malcapitato dipendente pubblico  che aveva il “disagio” di portare lo stemma di Salerno in giro nelle manifestazioni ufficiali.

 

Viva la città dei balocchi, allora, dove i costi per gli addobbi di Natale, un paio di milioncini d’euro anche quest’anno, si mescolano con la manutenzione: da noi le buche nelle strade infatti si riempiono con le luci degli  addobbi di Natale.

 

Lo ha deciso Vincenzo Pinocchio, il sindaco della città dei balocchi d’artista

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