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Delega Fiscale, Camera approva Ordine del giorno M5S: “Governo aumenti prelievo sui giochi”

Delega Fiscale, Camera approva Ordine del giorno M5S: “Governo aumenti prelievo sui giochi”

Nella “delega fiscale” il Governo ed il Parlamento hanno affrontato il problema di una migliore regolamentazione  del settore dei giochi. La legislazione in materia fino ad oggi è stata confusa e disordinata ed ha permesso di ampliare a dismisura le possibilità di gioco, soprattutto quello elettronico, creando non pochi problemi di natura sociale ed economica.

La regolamentazione fiscale non fa eccezione, con aliquote diverse tra i diversi tipi di gioco che vanno da percentuali ridicole da prefisso telefonico per i giochi on line, passando per un timido 12,6 % per le slot machine, fino ad un massimo del 44,7% per il tradizionale Superenalotto. Nel testo della Delega fiscale si prvede una generica indicazione di revisione ed armonizzazione di queste aliquote, senza però specificare in che direzione: aumento o diminuzione?

La Camera ha approvato un Ordine del giorno del Movimento 5 Stelle sull‘articolo 14, recante disposizioni in materia di giochi pubblici, che prevede al comma 2, lettera d), il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disciplina del prelievo erariale.

In sostanza il nostro ODG (primo firmatario Mimmo Pisano, Sebastiano Barbanti, Alessio Villarosa, Azzurra Cancelleri, Carla Ruocco e Daniele Pesco) impegna  il governo ad “aumentare” il prelievo erariale sui giochi pubblici.

Un impegno di buon senso utile a reperire risorse indispensabili.

I miliardi di euro spesi dagli italiani nel gioco d’azzardo, 88 miliardi solo nel 2012, sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi 5 anni, soprattutto grazie alle scellerate scelte dei governi che si sono succeduti. Governi che non hanno calcolato minimamente l’allarme sociale che la dipendenza da gioco avrebbe prodotto e con la quale oggi gli italiani stanno facendo i conti. Il gettito erariale, 8 miliardi nel 2012,  è invece sostanzialmente fermo ai valori del 2006 (6,7 miliardi), anno in cui si spendeva in giochi solo 35 miliardi.

Se da una parte infatti c’è stata una perdita di peso delle lotterie tradizionali, dei giochi a base sportiva ed a base ippica, dall’altra si è verificata una rapida crescita dell’incidenza sul totale delle entrate erariali delle lotterie istantanee, del superenalotto e degli apparecchi (questi ultimi passati dal 7 per cento nel 2004 al 43 per cento nel 2010).

Confidiamo che il Governo sia di parola e mantenga l’impegno preso nei prossimi decreti legislativi.

(leggi l’ODG)

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