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Sequestro Crescent, interrogazione a Bray: “Mibac si costituisca parte civile e faccia chiarezza su Zampino”
Il cantiere del Crescent sequestrato dalla magistratura

Sequestro Crescent, interrogazione a Bray: “Mibac si costituisca parte civile e faccia chiarezza su Zampino”

Dopo il sequestro preventivo del Crescent operato dal Gip su richiesta dei pm, è giunto il momento che anche il Ministro dei beni e delle attività culturali faccia la sua parte in una vicenda che ha del clamoroso. Come cittadino eletto nel Movimento 5 Stelle ho presentato al Mibac una nuova interrogazione parlamentare a risposta scritta per verificare se il Ministro sia a conoscenza dei fatti, quali iniziative intenda assumere per contrastare la devastazione della costa salernitana, garantendo l’effettiva tutela dell’area vincolata.

Se il ministro Bray inoltre non ritenga necessario costituirsi parte civile nel procedimento penale in argomento. Infine se non ravvisi evidenti conflitti di interessi tra la posizione di parte lesa dell’amministrazione dei beni culturali e quella dell’ex soprintendente architetto Giuseppe Zampino a cui, ad onta delle gravi provvisorie imputazioni contestategli è stato incredibilmente assicurato il patrocinio legale dell’Avvocatura dello Stato.

 

Il sindaco di Salerno De Luca e l'ex Soprintendente Zampino

Il sindaco di Salerno De Luca e l’ex Soprintendente Zampino

 

La pluralità di vincoli posti a tutela dell’area di Santa Teresa avrebbe dovuto garantirne l’integrità ed il pubblico godimento. A dispetto di tale situazione vincolistica, le opere in corso di realizzazione (oggi sequestrate) hanno già determinato la parziale costruzione di un mastodontico edificio privato («Crescent»), alto circa 30 metri e lungo circa 300 e di una smisurata piazza pubblica di circa 35.000 metri quadri, sopraelevata ai circa 3 metri dal livello del mare, ed è ancora prevista l’edificazione di ulteriori e non meno devastanti volumetrie, con conseguente stravolgimento della stessa morfologia della costa e perdita degli irrinunciabili elementi identitari della città di Salerno.
Come peraltro riconosciuto anche dalla competente direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania (che aveva chiesto modifiche riduttive), le opere sono del tutto incongrue con il contesto vincolato situato direttamente sul mare e punto di cerniera – anche visuale – tra il centro storico di Salerno e la costiera amalfitana.

L’oggettivo impatto determinato dalle costruzioni del Crescent, l’irreversibile alterazione dello skyline urbano, la perdita di elementi identitari della città e delle visuali di pubblico godimento, fa ritenere che vi sia stato un deturpamento delle bellezze naturali.

Leggi il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta (link al testo)

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