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Comune di Salerno, 300 mila euro l’anno di indennità gonfiate ad assessori e consiglieri comunali
Comune di Salerno

Comune di Salerno, 300 mila euro l’anno di indennità gonfiate ad assessori e consiglieri comunali

Al Comune di Salerno, tra i tanti sprechi di denaro pubblico a cui abbiamo assistito in questi anni (resta memorabile la mitica indennità di “disagio” da 80 mila euro l’anno per i portatori di “gonfalone”)  se ne vanno ogni anno anche circa 300 mila euro non dovuti tra indennità di funzione degli assessori e gettoni di presenza dei consiglieri comunali.

 

I cittadini eletti salernitani Mimmo Pisano, Angelo Tofolo e Silvia Giordano, grazie al prezioso contributo del dott. Vincenzo Carrella, hanno presentato un’interrogazione con riposta in commissione Finanze al ministro dell’Economia per fare chiarezza su questa vicenda, chiedendo al governo di compiere accertamenti sulla situazione di Salerno, dando incarico ai servizi ispettivi di finanza pubblica.

 

La determinazione del compenso derivante dalle indennità di carica dovute a vice-sindaco ed assessori non andrebbe calcolata in relazione all’importo effettivo percepito dal sindaco di comune capoluogo di provincia, a seguito dell’adeguamento di cui all’articolo 1 comma II del decreto Ministero dell’interno 4 aprile 2000, n. 119, ma in relazione a quello effettivamente dovuto per il sindaco, senza tener conto dell’ «effetto premiante» così come prevede l’articolo 12 del decreto ministeriale n. 119 del 2000.

 

Il vice-sindaco del comune di Salerno professoressa Avossa ha dichiarato di percepire, a titolo di «compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore», l’importo annuale di euro 58.169,00, superiore, pertanto, di euro 15.567 rispetto all’indennità prevista per detta funzione dalle normative succitate. Gli assessori del comune di Salerno hanno formalmente dichiarato di percepire, a titolo di «compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore» importi annuali di varia entità ed in particolare: I) euro 50.245,00 (Calabrese Gerardo, Cascone Luca, Picarone Francesco), superiore di euro 16.164 annui rispetto a quello previsto dalle normative succitate;  II) euro 50.413,00 (De Maio Domenico, Guerra Ermanno, Maraio Vincenzo), superiore di euro 16.332 annui rispetto a quello previsto dalle normative succitate;  III) euro 59.092,00 (Buonaiuto Alfonso, assessore al Bilancio), superiore di euro 25.011 annui rispetto a quanto previsto dalle normative succitate.

 

Inoltre anche i gettoni di presenza dei consiglieri comunali sono stati ridotti in misura percentuale minore a quanto effettivamente dovuto e vanno calcolati in relazione all’indennità dovuta al sindaco, senza tener conto dell’adeguamento agli importi previsti per il presidente della provincia (cfr. articolo 82, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 modificato con legge n. 122 del 2010) e tale incongrua corresponsione viene periodicamente adottata attraverso atti di determina dirigenziale del comune di Salerno.

 

In parole povere la situazione contabile del comune di Salerno, relativamente agli emolumenti delle indennità di carica di amministratori e consiglieri, non risulta essere conforme al dettato normativo ma anzi risulterebbe integrativa del danno erariale la cui fattispecie è prevista e sanzionata dall’articolo 3 comma XLIV legge n. 244 del 2007.

 

Leggi il testo integrale dell’interrogazione

Atto CameraInterrogazione a risposta in commissione 5-01915

presentato da

PISANO, BARBANTI, CANCELLERI, TOFALO, DE LORENZIS, SIBILIA, SILVIA GIORDANO, CRISTIAN IANNUZZI, SPADONI, LIUZZI, BECHIS e LOREFICE.

Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
il comune di Salerno è capoluogo di provincia e conta 131.763 abitanti residenti (cfr. bilancio demografico anno 2013 Istat);
l’articolo 3, comma III, del decreto Ministero dell’interno 4 aprile 2000, n. 119, attuativo dell’articolo 82, comma VIII, del decreto legislativo n. 267 del 2000, prevede «per i sindaci di Comuni Capoluogo di Provincia con popolazione da 100.001 a 250.000 abitanti, la corresponsione dell’indennità di funzione prevista per i sindaci dei Comuni con popolazione da 250.001 a 500.000 abitanti», come da Tabella A del medesimo decreto;
la tabella A del medesimo decreto prevede la corresponsione di un’indennità per i sindaci di comuni capoluogo di provincia pari ad 11.200.000 lire mensili (euro 5.784,32);
l’articolo 2, comma II, del medesimo decreto prevede l’equiparazione dell’indennità del sindaco della città capoluogo di provincia a quella del presidente della provincia, secondo gli importi indicati nella medesima Tabella A;
la provincia di Salerno conta 1.092.349 abitanti residenti;
l’indennità dovuta al presidente della provincia di Salerno, ai sensi del disposto della Tabella A, è pari ad 13.500.000 lire (euro 6.972,17) mensili;
in forza dell’articolo 5, comma VII, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, «gli importi delle indennità già determinate ai sensi dell’articolo 82 comma VIII, sono diminuiti, per un periodo non inferiore a tre anni, di una percentuale pari al 7 per cento per i comuni con popolazione tra 15.001 e 250.000 abitanti»;
pertanto il Sindaco di Salerno, in forza delle succitate normative, percepisce l’importo di euro 79.064,00 annui;
ai sensi dell’articolo 4 comma V del decreto Ministero dell’interno 4 aprile 2000, n. 119: «al vice-sindaco di comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti è corrisposta una indennità mensile di funzione pari al 75 per cento di quella prevista per il Sindaco» applicando i parametri previsti nel medesimo articolo 4 comma V;
pertanto il vice-sindaco del comune di Salerno dovrebbe percepire l’importo di euro 42.802 (pari al 75 per cento dell’indennità di funzione spettante al Sindaco) come previsto tabella 2 articolo 4 comma V del decreto ministeriale n. 119 del 2000;
ai sensi dell’articolo 4 comma IX del decreto Ministero dell’interno 4 aprile 2000, n. 119: «agli Assessori di comuni con popolazione tra i 50.000 ed i 250.000 abitanti è corrisposta una indennità mensile di funzione pari al 60 per cento di quella prevista per il Sindaco» come da articolo 4 comma IX;
pertanto gli assessori del comune di Salerno – stante l’applicazione dei criteri e parametri previsti dall’articolo 4 del citato decreto ministeriale n. 119 – dovrebbero percepire l’importo di euro 46.685,64 (pari al 60 per cento dell’indennità di funzione spettante al sindaco);
in ossequio al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, il comune di Salerno ha pubblicato sul proprio sito istituzionale i Redditi degli Amministratori Comunali 2012, relativi al periodo di imposta 2011;
dalla lettura degli stessi dati si evince che:
a) il sindaco del comune di Salerno dottor De Luca Vincenzo ha dichiarato di percepire, a titolo di «compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore», l’importo annuale di euro 79.064,00, conformemente a quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto ministeriale n. 119 del 2000;
b) il vice-sindaco del comune di Salerno professoressa Avossa ha dichiarato di percepire, a titolo di «compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore», l’importo annuale di euro 58.169,00, superiore, pertanto, di euro 15.567 rispetto all’indennità prevista per detta funzione dalle normative succitate;
c) gli assessori del comune di Salerno hanno formalmente dichiarato di percepire, a titolo di «compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore» importi annuali di varia entità ed in particolare:
I) euro 50.245,00 (Calabrese Gerardo, Cascone Luca, Picarone Francesco), superiore di euro 16.164 annui rispetto a quello previsto dalle normative succitate;
II) euro 50.413,00 (De Maio Domenico, Guerra Ermanno, Maraio Vincenzo), superiore di euro 16.332 annui rispetto a quello previsto dalle normative succitate;
III) euro 59.092,00 (Buonaiuto Alfonso, assessore al Bilancio), superiore di euro 25.011 annui rispetto a quanto previsto dalle normative succitate;
la situazione sin qui prospettata, risulta essere maggiormente aggravata se si considera che le medesime irregolarità riguardanti le erogazioni per le indennità di funzione sono riscontrabili in capo ai consiglieri comunali i quali percepiscono – stante quanto dichiarato sul sito istituzionale ai sensi del decreto legislativo n. 33 del 2013 – una indennità complessiva annua superiore ai parametri stabiliti dal decreto ministeriale n. 119 del 2000 per euro 133.203,00 complessivi;
pertanto dai dati succitati, emerge l’erogazione in favore del vice-sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali di importi annui superiori rispetto a quelli previsti per legge, in misura complessiva di euro 279.602,00;
ancora ad avviso degli interroganti la determinazione del compenso derivante dalle indennità di carica dovute a vice-sindaco ed assessore, rispettivamente nella misura del 75 per cento e 60 per cento, non andrebbe calcolata in relazione all’importo effettivo percepito dal sindaco di comune capoluogo di provincia, a seguito dell’adeguamento di cui all’articolo 1 comma II del decreto Ministero dell’interno 4 aprile 2000, n. 119, ma in relazione a quello effettivamente dovuto per il sindaco, senza tener conto di tale «effetto premiante» così come prevede l’articolo 12 del decreto ministeriale n. 119 del 2000;
inoltre anche i gettoni di presenza dei consiglieri comunali sono stati ridotti in misura percentuale minore a quanto effettivamente dovuto e vanno calcolati, a parere di chi scrive, in relazione all’indennità dovuta al sindaco, senza tener conto dell’adeguamento agli importi previsti per il presidente della provincia (cfr. articolo 82, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 modificato con legge n. 122 del 2010) e tale incongrua corresponsione viene periodicamente adottata attraverso atti di determina dirigenziale del comune di Salerno come ad esempio la determina n. 366/13 oppure la n. 781/13;
ad ogni modo la situazione contabile del comune di Salerno, relativamente agli emolumenti delle indennità di carica di amministratori e consiglieri, non risulta essere conforme al dettato normativo ma anzi risulterebbe, dai dati su esposti, integrativa del danno erariale la cui fattispecie è prevista e sanzionata dall’articolo 3 comma XLIV legge n. 244 del 2007 –:
se intenda compiere accertamenti sulla situazione in premessa meglio specificata, dando incarico ai servizi ispettivi di finanza pubblica;
se intenda qualora accogliesse la richiesta di cui al punto precedente, rendere noti i risultati di dette verifiche;
se, nel caso di riscontro positivo in merito alle irregolarità sopra meglio puntualizzate, intenda adire per quanto di competenza l’autorità giudiziaria contabile. (5-01915)

 

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