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Crescent, interrogazione in commissione Cultura: “Dal Ministero risposta lacunosa ed evasiva”
Interrogazione sul Crescent

Crescent, interrogazione in commissione Cultura: “Dal Ministero risposta lacunosa ed evasiva”

In merito alla risposta in Commissione VII fornita dal Ministero dei beni e dell’attività culturali in data 25 settembre, sulla vicenda Crescent, si evidenzia il carattere lacunoso ed elusivo della suddetta nota tutta rivolta a sostenere la piena legittimità del cosiddetto “tavolo tecnico”, inteso quale estensione del modulo procedimentale previsto dall’art. 10bis della legge 241/1990.

Si evidenzia una forte discrasia tra quanto riferito dal Ministro oggi, ovvero il ruolo del Segretario Generale che “si è limitato a svolgere le sue funzioni di coordinamento”, e quanto riportato nella comunicazione del 19.06.2014, a firma del Segretario Generale arch. Recchia, indirizzata a:

-         Soprintendente BAP Gennaro Miccio;

-         Direttore Regionale Gregorio Angelini;

-         Direttore Servizio IV – Direzione Generale, Roberto Banchini;

-         Capo Ufficio Legislativo Paolo Carpentieri.

-     Capo di Gabinetto Giampaolo D’Andrea

 

In essa, infatti, l’ing. Miccio viene formalmente “invitato” “ad avviare urgentemente la procedura descritta (preavviso di diniego con invito a un tavolo tecnico ….).

Si evidenzia come il Ministro non tenga conto della circolare esplicativa emanate dalla stessa Direzione Generale dalla Dott.ssa Recchia, come la 24 del 2011 che si riferisce alla procedura autorizzativa paesaggistica, ovvero all’art. 146 comma 8 relativamente alla comunicazione del parere ai sensi dell’art 10 bis della legge 241/90.

Tale circolare  prevede tassativamente  il caso che è accaduto a Salerno per il Crescent che “c) terza fattispecie: nel caso in cui si determini un parere positivo del comune ed un parere negativo della Soprintendenza, sarà la Soprintendenza medesima a comunicare il preavviso di diniego di cui all’art. 10 bis legge n. 241/90 ed il Comune ad adottare, inviare e comunicare il PROVVEDIMENTO DEFINITIVO.”

Inoltre la risposta del ministero elude del tutto la richiesta volta a conoscere la natura delle “interlocuzioni” tra i vertici comunali e della Soprintendenza che – secondo quanto riferito dal Soprintendente Miccio  – avrebbero “accompagnato”, nel 2008, la formazione delle autorizzazioni paesaggistiche inerenti tanto al contestato Piano Attuativo, quanto all’edificio denominato Crescent, autorizzazioni annullate dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 6223/2013.

La nota del Ministero è elusiva, ancora, della richiesta volta a conoscere se e quali azioni intendesse intraprendere il Ministro per le finalità di tutela del paesaggio, oggettivamente danneggiato dall’intervento in questione.

Inoltre il ministero nulla dice rispetto alla posizione che intenda assumere in relazione al procedimento penale attivato dalla Procura della Repubblica di Salerno e che vede indagati – con gravissime provvisorie imputazioni – tanto il sindaco De Luca e alcuni dirigenti comunali, quanto funzionari e Dirigenti dell’Amministrazione dei beni culturali avvicendatisi alla guida della Soprintendenza di Salerno.

La stessa questione del cosiddetto “tavolo tecnico”, minimizzata e banalizzata dall’on.le Ministro, assume contorni inquietanti laddove prendano corpo le ipotesi veicolate dalla stampa secondo le quali si sarebbe pervenuti ad accordi tesi a salvare l’edificio già in parte costruito, a fronte  della “rinuncia” – solo virtuale – a parti del complesso, già non realizzabili per altri e cogenti motivi (indisponibilità finanziaria del Comune, vincolo ope legis gravante sull’edificio della capitaneria di porto, ecc.).

Parimenti appare da censurare ogni ipotesi – che pure sembrerebbe al vaglio della Soprintendenza – di rilascio di un parere favorevole con prescrizioni “riduttive” (eliminazione di un piano del Crescent) sia perché insuscettibili di mitigare o ridurre l’impatto paesaggistico dello smisurato edificio e sia perché sarebbero facilmente superabili – se non adeguatamente motivate – in sede di ricorso amministrativo.

Tutto ciò impone di sollecitare nuovamente il Ministro perché dia compiuta risposta all’interrogazione già formulata, ulteriormente dettagliata con le presenti note.

 Ecco la risposta del Ministero presentata in commissione Cultura

 

 

 

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