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Processo Crescent, interrogazione a ministro Franceschini: “Il ministero si costituisca parte civile”
Il cantiere del Crescent sequestrato dalla magistratura

Processo Crescent, interrogazione a ministro Franceschini: “Il ministero si costituisca parte civile”

Cinquanta centri metri in meno di un mastodontico condominio privato (ridicolo), due torri pubbliche cancellate dal progetto (assurdo), una spiaggia martorizzata, devastata, ridotta a uno sputo di sabbia (vergognoso),  e un processo, prossimo ad iniziare, che vede sul banco degli imputati il sindaco Vincenzo De Luca e di altri 22 persone, tutti  rinviati a giudizio per reati gravissimi commessi in concorso nelle fasi di autorizzazione e costruzione del devastante intervento edilizio denominato «Crescent» (falso ideologico, lottizzazione abusiva e abuso d’ufficio).

Cosa aspetta il ministero dei beni culturali a costituirsi quale parte civile? Cosa aspetta il ministro Franceschini, visto le imputazioni a carico anche di suoi alti funzionari e i danni già arrecati al paesaggio?

Ho presentato una nuova interrogazione parlamentare in Commissione cultura per  sollecitare il ministro a fare il suo dovere: si costituisca il 23 dicembre, quando inizierà il processo Crescent, a difesa del paesaggio di Salerno e della costiera amalfitana.

Lo impone la legge, ma soprattutto lo impone il rispetto per  tutti quei cittadini salernitani in questi anni si sono battuti con coraggio contro l’ecomostro di Salerno con ricorsi amministrativi e puntuali denunce che hanno portato la magistratura ad intervenire e sequestrare il condominio privato in fase di realizzazione.

L’attuale soprintendente Gennaro Miccio, inoltre, con l’opinabile ed incauto provvedimento n. 27355 del 24 ottobre 2014, dopo averne preannunciato il diniego, ha inspiegabilmente rilasciato i propri pareri favorevoli per la riedizione di tali autorizzazioni che, sebbene recanti prescrizioni limitative, legittimano ex post il contestato assetto urbanistico ed il Crescent, ovvero l’elemento di maggiore impatto.

L’area interessata dal deprecabile intervento è sottoposta a tutte le disposizioni della parte terza del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), per effetto dell’articolo 142, comma 1, lettera a), in quanto compresa nei 300 metri dalla battigia e lettera c), perché ricadente nella fascia di 150 metri dal torrente Fusandola, classificato come «acqua pubblica» con R.D. 7 maggio 1899;

Le opere sono del tutto incongrue con il contesto vincolato che, situato direttamente sul mare, rappresenta il punto di cerniera — anche visuale – tra il centro storico di Salerno e la Costiera Amalfitana;

L’oggettivo impatto determinato dalle costruzioni, l’irreversibile alterazione dello skyline urbano, la perdita di elementi identitari della città e delle visuali di pubblico godimento, fa ritenere che attraverso le anomale procedure autorizzative — ivi incluse quelle attuali, poste in essere da dirigenti del Ministero, tra cui il soprintendente in carica, ingegner Gennaro Miccio — ci si sia posti chiara violazione dei principi di tutela del paesaggio che – sanciti dall’articolo 9 della Costituzione — costituiscono la stessa ragione di essere del Ministero stesso .

Il testo integrale dell’interrogazione

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=28277&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+%7C+%27CAMERA%27

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