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“Reverse charge”, presentato question time in commissione finanze: “Governo faccia chiarezza”
Commissione Finanze

“Reverse charge”, presentato question time in commissione finanze: “Governo faccia chiarezza”

Ho presentato un’interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Finanze per fare chiarezza sull’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (dall’inglese “reverse charge”), meccanismo che praticamente elimina la detrazione dell’Iva sugli acquisti.

Lo scopo della diffusione di questo sistema è di evitare, nei rapporti intracomunitari, la detrazione di Iva applicata da fornitori esteri e incassata, quindi, da Stati esteri.

Negli ultimi anni questo meccanismo è stato utilizzato anche per contrastare le cosiddette “frodi carosello”, dove il fornitore si sottraeva al versamento dell’Iva, senza che ciò potesse essere un motivo per negare la detrazione al cliente, salvo dimostrarne la malafede o la connivenza col fornitore.

Poiché le nuove disposizioni pongono non pochi dubbi interpretativi ed applicativi, nel question time, chiedo al Governo di fare chiarezza rilevata la difficoltà di individuare le singole fattispecie a cui la disposizione andrebbe applicata. Infatti, se non ci sono problemi per i servizi di pulizia e di demolizione, fattispecie queste di chiara identificazione, risulta difficile inquadrare i servizi di “installazione di impianti e di completamento”degli edifici, soprattutto in relazione a quest’ultima fattispecie.

Il riferimento ai lavori di “completamento”, infatti,  in assenza di chiarimenti ministeriali, si presta a differenti letture si rende necessario un immediato intervento chiarificatore volto ad una definizione più puntuale delle singole fattispecie;

Al riguardo, infatti, si evidenzia come a distanza di tre mesi dall’entrata in vigore della disposizione non risulti ancora adottata una circolare interpretativa da parte dell’Agenzia delle Entrate

 

Il testo integrale dell’interrogazione a risposta immediata

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze,

            per sapere, premesso che:

l’art. 1, co. 629, lett. a) e d) della legge distabilità 2015 ha introdotto delle modifiche all’art. 17, co. 6, e all’art. 74 co.7,del DPR 633/72, che hanno comportano l’estensione del meccanismo dell’inversione contabile (“reverse charge”) a nuove fattispecie;

            in pratica, il meccanismo del reverse charge viene esteso anche ai casi in cui l’operazione abbia ad oggetto<<prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, diinstallazione di impianti e di completamento relative ad edifici>> (lett. a-ter);

            a differenza di quanto previsto dalla lett. a) dello stesso art. 17 co. 6 del DPR 633/72, la nuova norma, per espressa volontà legislativa, non contiene alcun riferimento a limitazioni soggettive, per cui le nuove disposizioni sono applicabili anche nel caso in cui le prestazioni siano rese nei confronti del contraente generale a cui il committente ha affidato la totalità dei lavori;

tuttavia, le nuove diposizioni pongono non pochi dubbi interpretativi ed applicativi. In particolare, è stata da più parti rilevata la difficoltà di individuare le singole fattispecie a cui la disposizione andrebbe applicata. Infatti, se non ci sono problemi per i servizi di pulizia e di demolizione, fattispecie queste di chiara identificazione, risulta difficile inquadrare i servizi di “installazione di impianti e di completamento”degli edifici, soprattutto in relazione a quest’ultima fattispecie. Il riferimento ai lavori di “completamento”, infatti,  in assenza di chiarimenti ministeriali, si presta a differenti letture;

una prima ipotesi è quella di fare riferimento, come peraltro precisato anche nella relazione tecnica al Ddl. di stabilità 2015, ai servizi riconducibili al macro codice ATECO 43titolato “lavori di costruzione specializzati”. Tuttavia, in questo modo, occorrerebbe distinguere, forse in maniera arbitraria, i codici riferiti all’installazione e al completamento dagli altri codici. Inoltre, per l’installazione di impianti, la tabella Ateco include anche la relativamanutenzione, che però costituisce un’attività diversa dall’installazione e non menzionata nella lettera della legge;

altra soluzione sarebbe quella di far riferimento al dato letterale della disposizione e, quindi, applicare il reverse charge esclusivamente a tutti i servizi di installazione di impianti (e quindi forse anche alla loro manutenzione successiva), nonché a quelli di completamento degli edifici facendo rientrare tutti quelli relativi alla loro costruzione (indipendentemente dai codici ATECO).

Tale lettura, però, lascerebbe fuori i servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria non riferiti agli impianti e quegli interventi riferiti alle ristrutturazioni e risanamenti non assimilati alle costruzioni stesse;

ulteriori dubbi attengono all’ambito soggettivo della nuova disposizione. Ci si chiede infatti se siano coinvolti dal nuovo meccanismo impositivo i soli operatori classificati in codici ATECO la cui descrizione contenga la nozione di “edifici”.  Tale interpretazione potrebbe essere suffragata dal fatto che la relazione tecnica al Ddl. di stabilità 2015 ha affermato che “la stima del maggior gettito derivante dall’entrata in vigore della disposizione fa, prudenzialmente, esclusivo riferimento all’introduzione del reverse charge per le prestazioni di servizi di pulizia (codice ATECO 81.2), nonché per le prestazioni di servizi di demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici (codice ATECO 43 – edilizia specializzata)”;

mai come in questo caso, dunque, si rende necessario un immediato intervento chiarificatore volto ad una definizione più puntuale delle singole fattispecie; al riguardo, infatti, si evidenzia come a distanza di tre mesi dall’entrata in vigore della disposizione non risulti ancora adottata una circolare interpretativa da parte dell’Agenziadelle Entrate -:

quale sia la corretta interpretazione della disposizione tenuto conto della ratio legis ad essa sottesa, specificando al riguardo le fattispecie per le quali troverebbe applicazione il meccanismo del reverse charge nell’ambito dei “servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relativi ad edifici”, e quali misure intenda in ogni caso adottare per risolvere i descritti dubbi interpretativi.

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