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Presidente BCE in Commissione: “Realtà economica europea di Draghi è fantasiosa, soprattutto per il Sud”
Mario Draghi

Presidente BCE in Commissione: “Realtà economica europea di Draghi è fantasiosa, soprattutto per il Sud”

Ieri le Commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell’Unione Europea, presso la Sala del Mappamondo, hanno svolto l’audizione del Presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Mario Draghi, sulla politica monetaria della Bce, le riforme strutturali e la crescita nell’area dell’euro.

Durante il mio intervento ho evidenziato come “la descrizione della realtà economica europea che Draghi ha fatto, vista dalla prospettiva meridionale, è a dir poco fantasiosa”.

Noi italiani – e segnatamente noi meridionali- per decenni abbiamo subito la unitarietà della politica monetaria italiana che ha prodotto, sempre, maggiori tassi reali al sud rispetto al nord. Cosa che ha continuativamente aggravato la distanza tra il Nord e il Sud, nonostante sia stato possibile beneficiare di sistemiche politiche fiscali di vantaggio per le aree economicamente depresse oggi non consentite dai trattati, divaricando la distanza tra le due economie mentre, si è cercato inefficacemente di ridurne il gap per altre vie. Riprodurre a livello europeo l’errare storico fatto dalla politica economica italiana unitaria deve essere evitato a tutti i costi.

La differenziazione dei tassi di interesse reali non solo confligge con gli intendimenti e lo scopo statutario della Bce ma aggrava il potenziale inflazionistico già implicito nelle aree più ricche e più esposte al surriscaldamento dell’economia, mentre parallelamente aggrava in senso inverso le difficoltà e la modestia della competitività delle aree più in ritardo nello sviluppo. La BCE non può operare il suo mandato in maniera così generale e cieca rispetto alle differenti condizioni economiche disomogenee.

Oggi se un operatore economico chiedesse un prestito a Berlino e lo ottenesse ad esempio al tasso dell’1% con un inflazione locale del 2% avrebbe un tasso reale negativo. Lo stesso operatore economico che chiedesse un prestito a Napoli avrebbe un tasso più altro in partenza, diciamo il 2% , ma in un contesto di deflazione del -2%. Il tasso reale sarebbe quindi del 4% per l’operatore di Napoli e – 1% per l’operatore di Berlino. Questo aggraverebbe il Gap di competitività che già esiste tra le due aree disomogenee.

Le chiediamo caldamente cosa intendete fare per ovviare a questa anomalia destabilizzante dell’intera area euro.

Purtroppo la risposta di Mario Draghi durante l’audizione è stata negativa.

Guarda l’intera audizione del Presidente della Bce 

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